Opificio della Badante

La Badante
& il Badato.

Due persone che non avrebbero mai pensato di fare vermouth e spirits e che invece li fanno: prodotti da esseri umani per esseri umani.

Il nostro modo di volerci e volervi bene: produrre vermouth e spirits, per noi e per voi.

La Badante e il Badato, i fondatori dell'Opificio, con i fusti in acciaio
La Badante e il Badato

Perché questi nomi

Come siamo diventati La Badante e Il Badato

“Buonasera Claudio, buonasera consort… Eh no! Voi due non siete sposati!” esclamò una sera nell’accoglierci il nostro oste del cuore; “Come la chiamiamo?”. “Compagna” troppo inflazionato, “Convivente” troppo banale così, dopo una serie di altre proposte che è meglio non riportare qui, saltò fuori l’appellativo “BADANTE” al cospetto del quale Claudio confermò: “Effettivamente senza di lei non sono in grado di sopravvivere!” e in un solo colpo erano nati Badante e Badato.

Quando è stato il momento di scegliere il nome per l’Opificio non ci abbiamo pensato su troppo a lungo, “Opificio della Badante” trasudava la nostra identità: l’essere scanzonati ed ironici, non prendersi sul serio, ma prendere sul serio ciò che vogliamo produrre, che rappresenta una delle declinazioni della dimensione della cura. Badare a far bene, avere cura di ciò che facciamo.

La Badante

Sara

Logopedista Cantù Una maledetta iperattiva
"Ma se provassi anche io a..."

“Se vuoi ti posso aiutare” è ciò che proponevo e poi facevo fin da quando ero una bimbetta: dare una mano a studiare, ascoltare e risolvere i problemi degli amici, consigliare, in una parola: avere cura; perciò mi sono laureata in Logopedia, mi occupo ancora di prevenzione e cura dei disturbi evolutivi di comunicazione e linguaggio.

A casa mi è sempre piaciuto cucinare, soprattutto sperimentare nuove spezie, ingredienti, tecniche e da adulta mi sono dedicata a piccole produzioni domestiche di liquorini vari, tuttavia sempre in formula one-shot: un anno il limoncello, un anno il liquore all’anice e così via; ma quando ho iniziato a fare esperimenti sul vermouth, mi è partita la “scimmia”: lavorare in base vino costruendo la ricetta intorno ai profili dei vini delle bottiglie che avevamo a casa mi ha appassionato e “drogato”.

Invento le ricette, mi occupo dei bilanciamenti degli ingredienti per creare prodotti unici, con la medesima cura, sia che siano bottiglie per la nostra linea che produzioni conto terzi; per me è fondamentale realizzare prodotti identitari, che raccontino delle persone che ruotano intorno alle materie prime e al prodotto finito; invento bevande che sono dirette, persistenti, non mi piace il vedo-non-vedo né il sento-non-sento.

Il mio puntacaxxismo.

[Da dove vieni, cosa facevi prima. Il tuo carattere, le tue contraddizioni, le storie che racconti sempre.]Per cause di forze maggiori provengo, come molti, da un utero. In questo caso canturino. Con poca voglia di studiare, ho cominciato a lavorare a 17 anni come falegname, professione pressochè sconosciuta a Cantù… La mia unica sicurezza è quella di essere insicuro, la mia unica certezza è l’antifascismo. Aspettative basse e rassegnazione sono il segreto della felicità. Il mio lato ansioso e di insicurezza l’ho ereditato da mia madre, casalinga. Il mio lato pirla, così come mi definiva lui, da mio padre, lucidatore. Mi sarebbe piaciuto sapere cosa avrebbe detto, il Luigino che a casa faceva il nocino, di questo progetto.

[Il tuo ruolo nell’Opificio. Cosa fai concretamente, quale parte del processo è tua, perché il progetto non esisterebbe senza di te.] In Opificio mi occupo della bassa manovalanza, dei lavori più semplici, alla mia portata: filtraggio, lavaggio, imbottigliamento, etichettatura, stoccaggio. Ho avuto parte rilevante nell’evoluzione delle ricette assaggiandole tutte, donando, in questo modo,  il mio fegato alla ricerca.

[Il rapporto con Sara. Come litigate, come vi rimettete d’accordo, le divergenze creative che producono qualcosa di buono.]Non ci sono divergenze nella creazione delle ricette, perché io non le so fare, le fa lei. Non litigo mai con Sara. Mi fa paura. E poi, senza di lei, non sarei qua.

[La tua fissa, il tuo tic, la cosa assurda che è diventata parte del metodo.] Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit consequuntur.

Il Badato

Claudio

Legnamee (= falegname brianzolo) Cantù Occhi bellissimi, generosa mano sempre tesa, adorabile testadicaXXo
Non riporto qui la frase che pronuncio spesso onde evitare sanzioni

Insieme

Nessuno dei due sapeva fare il vermouth. Per questo viene bene.

Dialogo e confronto: le idee vengono da entrambi e poi ne parliamo tra di noi. Per quel che riguarda le ricette La Badante studia gli ingredienti e bilancia, realizza le prove, mentre Il Badato dona il proprio fegato alla ricerca assaggiando criticamente tutto. Per la gestione del nostro laboratorio fatto di 51 mq di orgoglio artigianale Il Badato si occupa della gestione di clienti e fornitori, della parte amministrativa. Durante la produzione La Badante pesa gli ingredienti e sceglie tempi e modi estrattivi, il Badato filtra, imbottiglia, contrassegna, incapsula, etichetta, inscatola, mette a magazzino.

[Un episodio specifico: un errore diventato ricetta, una discussione che ha cambiato qualcosa. Il più bello che vi ricordate.] Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat duis aute.

Fondato nel dicembre 2024
Dove Mariano Comense
Prima bottiglia Rosso Ornella, febbraio 2025
La cosa [Un fatto curioso su di voi — simpatico e vero] XXXX
Il prossimo piano Che l'Opificio finalmente dia uno stipendio al Badato

Se volete conoscerci davvero, assaggiate una bottiglia.

Hai almeno 18 anni?

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