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Come nasce un vermouth: dodici settimane di pazienza

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Come nasce un vermouth: dodici settimane di pazienza

Dalla scelta del vino base alla macerazione delle botaniche, fino all'ultimo assaggio prima dell'imbottigliamento. Un racconto lento, come il nostro metodo.

Ci vogliono dodici settimane per fare un vermouth come lo intendiamo noi. Non è un vezzo: è il tempo che serve alle botaniche per cedere al vino tutto quello che hanno da dire. Chi ha fretta compra aromi già pronti. Noi aspettiamo.

In questo articolo ti portiamo dentro la nostra cantina, settimana dopo settimana. È lo stesso percorso che raccontiamo a chi viene a trovarci, ma qui puoi leggerlo con calma — magari con un calice a portata di mano.

Settimana uno: la scelta del vino base

Tutto parte dal vino. Un vermouth non maschera un vino mediocre: lo amplifica. Per questo scegliamo vini bianchi del territorio, secchi e vivi, da vignaioli che conosciamo per nome. La filiera corta non è marketing: è l’unico modo per sapere davvero cosa mettiamo in bottiglia.

Il banco di lavoro con gli strumenti di cantina
Il banco dove pesiamo e misceliamo ogni singola infusione.

Settimane due-otto: la macerazione

Qui entra in gioco la pazienza. Le botaniche riposano nel vino a temperatura controllata, e ogni giorno assaggiamo. Le principali che usiamo:

  • Artemisia — l’anima amara e balsamica del vermouth.
  • Genziana di montagna — raccolta a mano, dà profondità.
  • Achillea e camomilla — per le note floreali e la rotondità.
  • Scorze d’agrumi — freschezza e un finale pulito.

Non decidiamo noi quando è pronto. Lo decide il vermouth. Noi ci limitiamo ad ascoltare.

Ornella, in cantina dal 2019

Prendersi cura di qualcuno, una bottiglia alla volta.

Il nostro manifesto

Settimane nove-dodici: riposo e assemblaggio

Filtrato il macerato, il vermouth riposa. Poi arriva l’assemblaggio finale, dove si aggiusta l’equilibrio tra dolcezza e amaro. Il procedimento, in ordine:

  1. Filtriamo il macerato separando le botaniche esauste.
  2. Correggiamo la dolcezza con mosto concentrato del territorio.
  3. Lasciamo riposare almeno due settimane perché tutto si integri.
  4. Assaggio finale: se convince tutta la squadra, si imbottiglia.

Cosa cambia ogni lotto

Essendo tutto naturale, nessun lotto è identico al precedente. È un pregio, non un difetto: seguiamo l’annata, non una formula fissa.

Perché 70 cl

Il formato che dura il tempo giusto in una casa: abbastanza da condividerlo, non così tanto da dimenticarlo aperto in fondo a un mobile.

FaseDurataCosa succede
Selezione vino1 settimanaAssaggio e scelta dei lotti
Macerazione7 settimaneInfusione delle botaniche
Riposo2 settimaneIntegrazione degli aromi
Assemblaggio2 settimaneEquilibrio finale e imbottigliamento

Vuoi vederlo dal vivo?

Apriamo la cantina su appuntamento. Un’ora insieme tra assaggi e chiacchiere, per capire da vicino cosa significa «più che naturali, umani».

Grazie per averci letto fin qui. Se ti è venuta voglia di assaggiare, sai dove trovarci — e ora sai anche quanta pazienza c’è dentro ogni bottiglia.